lunedì 1 ottobre 2012

Per il "Putthanone" in fila a Licata come l'iPhone 5


Parte il tour di presentazioni dell’atteso, sospirato, amato, nuovo libro dell’autore umoristico Raimondo Moncada: “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas”. Si comincia dalla storica ed ellenica Licata. L’appuntamento è sabato 13 ottobre 2012 alle ore 18 al Caffè Letterario di Marina di Cala del Sole.
È un evento da non perdere e che nessuno perderà per non perdersi e sentirsi perdenti. 
Licata è già in fermento. Le famiglie si stanno organizzando con panini e panelle, pasta a forno, arancine, calzoni. 
Qualcuno si è già messo in fila come l'iPhone 5 per accaparrarsi un posto in prima fila. 
La paura degli organizzatori è che quel giorno a Marina di Cala del Sole cali tutta la Sicilia e che ci sia lo stesso pienone - con conseguenti problemi di ordine pubblico - che si è registrato nel teatro dell’Addolorata ad Agrigento a metà settembre.
Speriamo bene. Incrociamo le dita delle mani e le dita dei piedi. Se ci riusciamo, incrociamo dita, diti e dite. E dato che ci siamo, incrociamo pure braccia e gambe.  
La presentazione è affidata alla poetessa, scrittrice, insegnante di Latino e Italiano (non le manca niente!) Angela Mancuso.
Ci sarà la partecipazione straordinaria del cantautore campobellese Cesare Lo Leggio dei Quelked di Cesare. 
Per l'occasione, sarà presente anche l'autore: Raimondo Moncada. "Questa non me la perdo!" ha dichiarato Moncada alle Agenzie di Stampa.  

Ma che cosa è questo libro? Di cosa parla? Perché tutti ne parlano e tutti lo vogliono?

Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas” è una storia che mette a nudo la Agrigento di due millenni e mezzo fa, che mette a nudo tutta la Magna Grecia, che mette a nudo tutti. A occhio nudo, la storia che narra di una straordinaria scoperta archeologica: il ritrovamento, nella Valle dei Templi, dei resti del tempio della dea Giumenta, Putthanonès di nomen e di factus, la dea che amò generosamente e gratuitamente il mondo intiero e dal mondo intiero altrettanto generosamente ricambiata, senza distinzione di razza, forma e religione. Amata a razzo da atei, agnostici, fedeli e infedeli. 
Una dea di profonda umanità e di umana profondità. 
Durante la presentazione di Licata, la prof poet scrittric Angela Mancuso e l’autore Raimondo Moncada si addentreranno nei meandri più reconditi della storia antica. Scaveranno, esploreranno, esploderanno, riporteranno alla luce verità celate e censurate 
dalla storia ufficiale e sottoufficiale da due millenni e mezzo.
Un incontro da non perdere, o da perdere solo per gravi e giustificati motivi. La prof Angela Mancuso pretenderà la giustificazione firmata dai genitori ed anche dai nonni. 

giovedì 20 settembre 2012

Le fortificazioni di Akràgas e la dea fortificante senza difese


Le fortificazioni di Akragas. È il titolo della mostra allestita presso Casa Dioscuri, nella Valle dei Templi di Agrigento. A promuoverla il Parco Archeologico. Inaugurazione venerdì 21 settembre alle ore 20. Esposti al pubblico reperti e immagini sull’opera difensiva dell’antica città che si estendeva per un perimetro di circa dodici chilometri. Ci sarà anche un’istallazione multimediale, dove sarà possibile vedere una ricostruzione virtuale.
La mostra fa seguito alla pubblicazione della monografia dell’ex sovrintendente ai Beni Culturali Graziella Fiorentini in cui sono  illustrati i risultati scientifici degli scavi compiuti negli ultimi decenni che hanno consentito di acquisire una conoscenza approfondita sulla storia delle fortificazioni di Akragas.

Una mostra dunque da vedere e vivere alla luce, aggiungiamo noi, anche delle recenti rivelazioni di un libro che sta facendo discutere il mondo scientifico con storici e studiosi che si stanno mettendo le mani ai capelli. Secondo lo scrittore umoristico Raimondo Moncada, durante l’epopea della celebre dea Giumenta le fortificazioni persero di valore. Non servirono più a nulla. L’antica Akragas divenne la città dell’amore. Tutti i nemici del mondo conosciuto venivano ad Agrigento per raggiungere la dea senza difese, senza fortificazioni ma molto fortificante.
La vita e le opere della dea sono raccontate nel libro “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akragas”. 

mercoledì 19 settembre 2012

Proteste per il libro sulla Dea Giumenta, si chiudono le ambasciate e a richiesta le scuole


I seguaci della dea Giunone annunciano proteste eclatanti. “Non può essere mortificata così una dea che ha sempre lavorato onestamente”. Le autorità pensano di chiudere ambasciate, consolati, uffici pubblici e di anticipare le vacanze di Natale. Uno studente ripetente: “Speriamo chiudano anche le scuole. Adesso!”. In effetti è una misura che si sta prendendo in considerazione dopo la pubblicazione del libro “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akragas” di Raimondo Moncada. Il libro non è andato giù ai seguaci della dea Giunone defenestrata dal tempio dorico a lei dedicato lungo la Via Sacra dell’antica Agrigento.
Secondo quanto scrive Raimondo Moncada nella sua opera, il tempio di Giunone non è di Giunone. Si parla di dimora della Dea Giumenta, la dea che ivi amò il mondo intiero e dal mondo intiero ricambiata, in un do ut des continuo.
Tante le prese di posizione: “Non è giusto”, “È tutto falso”, “Ridateci il nostro tempio”, “Costruiteci un tempio nuovo, anche abusivo”, “Diteci che è solo satira”. Chiedono il ritiro del libro da tutte le librerie o la ritrattazione di quanto affermato.
Si fanno sentire anche i coloni greci che nel 581 a.C. fondarono Agrigento. Anche loro chiedono il ritiro del libro, ma per altre serie ragioni. “Nell’opera di Raimondo Moncada – hanno fatto sapere tramite un loro legale – c’è una virgola sbagliata”.
Lo scrittore umoristico si dice tranquillo, confortato dallo straordinario successo al Parco dell’Addolorata di Agrigento, con un teatro in delirio

martedì 18 settembre 2012

Reale belga in gran segreto ai Templi, i turisti: irreale!


I reali di Belgio in gran segreto alla Valle dei Templi di Agrigento. Il fascino dell’ellenica area sacra ha incantato re Alberto II e la moglie Paola Ruffo di Calabria. Un'intiera Valle si è messa a cantare sull'incanto canterino. 
Assieme a un gruppo di amici, apprendiamo, le teste coronate sono arrivate ieri in gran segreto con il panfilo reale “Alpha” a Porto Empedocle.
A bordo di un pulmino, sempre in gran segreto, re Alberto II e la moglie Paola Ruffo di Calabria hanno prima visitato il Museo Archeologico Regionale San Nicola. Ad accoglierli, in gran segreto, il direttore dell’Ente  Parco archeologico Giuseppe Carmelo Parello e il direttore del Museo Gabriella Costantino. La delegazione reale, sempre in gran segreto, si è spostata nella Valle dei Templi. In gran segreto, i sommi sovrani sono rimasti a bocca aperta. Mai occhi reali hanno visto una bellezza così celestiale. 
Tanti curiosi, in gran segreto, si sono stretti a loro sbigottiti. Mai era loro capitato di imbattersi faccia a faccia in una realtà reale. 
-         Sembra irreale!
-         Sono uguali a noi!
Attraversando la Via Sacra dell’antica Akragas, su un ecologico pulmino elettrico, i reali Alberto II e la moglie Paola Ruffo di Calabria hanno ammirato in gran segreto il tempio di Ercole, il tempio della Concordia e l’ultimo tempio, indicato dagli esperti accompagnatori come Tempio di Giunone (in gran segreto denominato Tempio di Giumenta nel celebre libro di Raimondo MoncadaDal Partenone di Atene al Putthanone di Akragas”). 
Ultimata la visita, i reali di Belgio sono ritornati in gran segreto a bordo del loro yacht posteggiato a Porto Empedocle. Con la barchetta 512 metri di lunghezza per 897 di larghezza, hanno quindi ripreso il largo. 
Sulle banchine del porto, gli ammiratori, in gran segreto, li hanno salutati con calore. 
I reali, ancora incantati, si sono messi a cantare assieme a un'intiera Valle dei Templi di cui in lontananza sentivano l'eco. 

"Una storia avvincente", il giornale "Valle dei Templi" parla del Putthanone


Una storia avvincente, scritta con ironia e intelligenza, che nel divertire il lettore, lascia trasparire la non comune cultura e l’eleganza dell’autore, il quale tratteggiando con grande maestria i personaggi dell’antica Akràgas, spiega le ragioni per le quali la Valle dei Templi divenne unica attrazione turistica della classicità e la Agrigento ellenica si riscoprì polis di pilus”.
È quanto scrive “La Valle dei Templi”, il quotidiano di informazione, politica, cultura e satira, diretto da Gian JosephMorici, nella sua articolata e entusiasta recensione del libro di Raimondo MoncadaDal Partenone  diAkragas al Putthanone di Atene”.  
Un libro godibilissimo, - prosegue la recensione – che narra della dea che fu amata da tutto il mondo: Giumenta, conosciuta come Putthanonès; colei che riuscì a far cambiare mestiere alle mortificate escort d’epoca. Un’opera che non può assolutamente mancare nella biblioteca di uno studioso di antropologia e archeologia (purchè dotato di umorismo)”.
Vi invitiamo a leggere tutto il servizio visitando il sito internet del giornale www.lavalledeitempli.net e ad ammirare il video. 
Il nuovo libro di Raimondo Moncada Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas” in formato ebook è in vendita nelle maggiori librerie on line  come La Feltrinelli, Libreria Rizzoli, Bol, Book Republic, Ultima Books, Dea Store, Ebook, Ebookizzati,  Mrebook, OmniaBuk. Il prezzo di copertina del libro digitale è di solo 2,99 euro.

Per chi ama il tradizionale formato stampato, il libro di carta può essere richiesto tramite la libreria Ultima Books. Arriva comodamente a casa, pulito pulito, senza sforzi. 


domenica 16 settembre 2012

Teatro dell’Addolorata in delirio, Raimondo Moncada spopola


Teatro dell’Addolorata di Agrigento in delirio. Lo scrittore Raimondo Moncada è stato accolto da applausi scroscianti, urla da concerto, tifo da stadio. Una festa per il gran ritorno nel luogo della memoria, delle sue radici, dell’anima della sua famiglia, nel luogo ancora ferito dalla frana del 1966. L’autore è riuscito a stento a trattenere l’emozione.

Prima di lanciarsi nel tour delle presentazioni del suo nuovo libro umoristico “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akragas”, Raimondo Moncada ha voluto da solo fare visita al Parco dell’Addolorata, nell’antico quartiere del Rabato, dove sono nati e cresciuti il padre Gildo, i nonni, i bisnonni, i trisnonni, gli zii, i prozii, i cugini, tutti i suoi avi.

Una visita nella terra dove è stato piantato il suo albero genealogico.

Il Parco dell’Addolorata, con il teatro a cavea e tanti impianti sportivi, è stato costruito dopo la frana del 19 luglio 1966 che provocò il crollo di molti palazzi, danni a monumenti e lo spopolamento del quartiere di Santa Croce e di Via Garibaldi, sfregiati negli anni dalla costruzione di palazzoni in cemento armato. Lo stesso movimento franoso sta colpendo anche la soprastante Cattedrale di San Gerlando, nel quartiere dove Raimondo Moncada ha imparato a muovere i primi passi e a parlare.

Il teatro dell’Addolorata non ha mai ospitato eventi. Quello di Raimondo Moncada è stato il primo. Il quartiere è ritornato a vivere con le sue antiche voci.

mercoledì 12 settembre 2012

Libertà di espressione, senza censure, reticenze e omissioni



Guai a toccare dogmi e verità ritenute acquisite. I fondamentalisti storici, legati ciecamente al palladismo (da Pallade, epiteto attribuito alla pallosa dea Atena), cominciano a mordere il freno. Sono aggrappati a una storia imbalsamata, rancida, con una fede orba a ciò che è stato detto e scritto in 2.500 anni.

La pubblicazione dell’opera “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas” ha dato loro fastidio. L’autore ha voluto condividere col mondo intiero, in piena coscienza e libertà di pensiero e di espressione, una verità giudicata scomoda, nascosta per millenni, non accettata da tutti.
Come fu per la dea Giumenta, si è su una posizione netta, per una completa apertura.  L’espressione sacra della libertà è considerata antidoto contro ogni tipo di integralismo. Perfetta la sintonia con Voltair che diceva: Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo.
E Raimondo Moncada lo dice, senza reticenze, omissioni, censure.