mercoledì 20 febbraio 2013

L'animale con il "pene usa e getta"


Un “pene usa e getta”, come le lamette per la depilazione, come i preservativi per impermeabilizzarsi la testa quando piove. Non si era mai sentito nulla di simile. Ma in natura esiste. È stato scoperto da tanto di scienziati che si sono messi a indagare gli abissi marini e a cercare "peni usa e getta" con la lente di ingrandimento. Ad essere dotato di tale facoltà non è un uomo, bensì un mollusco acquatico meglio noto tra la popolazione che lo invidia “Chromodoris reticulata”. Lo apprendiamo da un servizio pubblicato sul Corriere nella rubrica Scienze dal titolo: “La lumaca di mare con il pene «usa e getta». Scarta il pene dopo l'accoppiamento, poi ne cresce uno nuovo”.
“Questo mollusco – scrive il Corriere – ha un comportamento insolito nell’accoppiamento: scarta il suo pene dopo la copulazione, e gliene cresce uno nuovo pronto per avere rapporti sessuali il giorno successivo.
A fare la scoperta sono stati ricercatori dell'Università di Osaka, in Giappone durante le immersioni nella barriera corallina vicino a Okinawa.
Il "pene usa e getta" è molto raro in natura. I casi riconosciuti sono contati. “Un altro mollusco – ci informa il Corriere – è l’argonauta, un tipo di polpo. E anche alcuni ragni perdono gli organi utilizzati per l'accoppiamento”.
La domanda è: la scoperta potrebbe avere dei risvolti sull’uomo? Potrebbe avere delle conseguenze sui rapporti ormai consolidati tra l’uomo e la donna? Arriveremo a impiantare tale straordinaria dotazione anche al genere umano?

martedì 19 febbraio 2013

Incubo a luci rosse, quarantenne condannato all’esilio per sesso sfrenato


Giumenta era un terremoto, ma mai nessuno si permise di disturbare la sua utile attività che richiamò nell’antica Akràgas folle internazionali provenienti da ogni dove. “L’amore non disturba”, era il motto. Il sesso aveva le sue precise regole. Si doveva sentire per puro piacere. Chi non gridava, non gradiva e la dea si offendeva. 
Oggi, purtroppo, non è più così. Il sesso si deve fare in silenzio o a bassa voce altrimenti si rischiano sanzioni salate. Lo dimostra un articolo pubblicato sul sito del giornale “La Stampa” di Torino. Il titolo è emblematico:  Sesso sfrenato tutte le notti: 40enne condannato all’esilio dal condominio”. Un titolo del genere inviterebbe i focosi alla castrazione vocale. Nel sottotitolo si illustra la condanna: “Il giudice intima all’uomo di stare lontano almeno 500 metri dallo stabile dove sfogava rumorosamente la sua passione”.
 La storia raccontata viene dal Veneto. Il condannato per “sesso sfrenato” è un uomo di quaranta anni. “Da mezzanotte in poi - leggiamo - la vita era impossibile a tutto il condominio, tanto da costringere i suoi inquilini ad adattare le proprie abitudini, oltre ad abituarsi agli inequivocabili rumori che arrivavano dall’appartamento del focoso vicino”.
“Un incubo a luci rosse insomma, iniziato il settembre scorso” scrive La Stampa nell’articolo che vi invitiamo a leggere.
Ma com’era l’amore libero di duemila e cinquecento anni fa? A questa curiosità risponde il libro “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas” di Raimondo Moncada

Visitatori nudi in museo ad ammirare mostra di nudo maschile


Nudi al museo per ammirare una mostra di nudi. Succede anche questo nel mondo, senza scandali. Succede al Leopold Museum di Vienna, nell’ambito dell’esposizione “Nude men, from 1800 to Todi”. 
L’evento è dedicato al nudo maschile nell’arte moderna e contemporanea. Nel museo viennese, si possono ammirare non nudi di donna, a cui siamo abituati, ma nudi di uomini. Nudi dall’Ottocento fino ai nostri giorni: pitture, fotografie, sculture raccontano il corpo maschile attraverso due secoli. Sono circa 300 le opere esposte di autori come Albrecht Dürer, Peter Paul Rubens, Paul Cézanne, Auguste Rodin, Gustav Klimt, Edvard Munch, Giovanni Giacometti, Egon Schiele, Andy Warhol, Robert Mapplethorpe e Keith Haring.
Ne parla il giornale La Repubblica in una fotogallery in cui si dà la notizia dell’apertura delle sale del Museo Leopold a un gruppo di visitatori completamente nudi o quasi. Quasi perché la maggiorparte dei visitatori ignudi, sia di sesso maschile che femminile, è con scarpe e calzini. Nel 99 per cento del corpo sono completamente adamitici, con fiori e campanelli di fuori. “In occasione della mostra – si legge a commento della fotogallery – il museo ha dedicato una giornata speciale agli ‘amici del nudismo che hanno avuto un accesso – senza abiti – alle sale”. 
In una fotogallery del novembre 2012, la Repubblica dava questa notizia: “Vienna, Scandalo al museo: uomo nudo in sala”.”Dopo la censura dei cartelloni pubblicitari, che mostravano uomini nudi per le strade della città” è scritto a commento, “l’ultimo atto della provocante esibizione artistica ha visto un visitatore spogliarsi nelle sale del museo”. “Si tratterebbe di un turista tedesco che, secondo quanto riportato dal portavoce del museo, si è liberato dei vestiti e ha visitato l’esposizione prima di venire bloccato dagli uomini della sicurezza che lo hanno costretto a rivestirsi”.
In quest'altra fotogallery di Repubblica, possiamo ammirare i manifesti censurati con tre calciatori nudi, con i campanelli di fuori. I manifesti sono opera degli artisti francesi Pierre & Gilles. Il titolo è Vive la France. Ritraggono tre calciatori di origine europea, araba e africana, vestiti soltanto di scarpe da calcio e calzettoni. Sono stati scelti per annunciare l’apertura della mostra “Nackte maenner” (uomini nudi) “ma sono state tali le proteste – veniamo informati – che i poster sono stati coperti con una striscia rossa”.
Originale la mostra e originale l’ingresso. La mostra avrebbe avuto il beneplacito di Giumenta che amava fare collezione di capolavori provenienti da tutto il mondo. Era una multiculturale, come spiega il libro “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas” di Raimondo Moncada.  

domenica 10 febbraio 2013

"Nude Boat", crociera con 3.000 nudisti a bordo


Nudi a bordo. Una crociera leggera, senza veli, senza costumi, senza niente. Nudi. Proprio nudi. Una nave senza lavatrici, detersivi, stendipanni. Solo passeggeri, migliaia di passeggeri, con le bellezze esteticamente di fuori, così come la natura li ha ben dotati alla nascita. 
Il Corriere ci informa di una “Nude boat”, di una crociera così stravagante da meritare il riconoscimento del Guinnes dei Primati. Leggiamo che è salpata da Fort Lauderdale, per mete esotiche dell’oceano Atlantico, la lussuosa Carnival Freedom, con 3.000 nudisti a bordo: “Senza veli e per nove giorni i passeggeri potranno approfittare delle grandi piscine, godersi il sole e il relax nelle aree solarium, fare una corsetta mattutina lungo la pista da jogging o soddisfare il palato nei numerosi ristoranti”. Unico limite, unico severo divieto, si tiene a precisare: è categoricamente proibita l’attività sessuale in pubblico. I passeggeri sono controllati e assistiti a vista, con grande professionalità, da un equipaggio rigorosamente vestito e in divisa. 
A bordo si fa solo sano naturismo che è una filosofia di vita: stare bene con se stessi naturalmente e con la natura che ci circonda, senza nascondersi, senza alcuna inibizione. Ad organizzare questi viaggi naturali, ci informa sempre il Corriere, è l’agenzia americana “Bare Necessities Tour & Travel.  E le richieste non mancano.  
La “Freedom”. leggiamo ancora, è una delle 24 navi del colosso statunitense Carnival Cruise Lines con sede a Austin, in Texas. “Dal 1992 – scrive il Corriere - organizza crociere studiate appositamente per soddisfare le richieste degli amanti del nudisimo”.  

sabato 9 febbraio 2013

Ponte Verdura, si chiede intervento di Rocco Siffredi


Homo erectus asta pontex”. È una delle frasi trovate scritte su un papiro oblungo, nel corso della scoperta del tempio della Dea Giumenta, la dea che operò nella Valle dei Templi di Agrigento 2.500 anni fa per l’amore e la delizia del genere umano (Svetonio disse proprio: “Amor ac deliciae generis humani”). 
Su questa frase, Homo erectus asta pontex”, si sta concentrando l'ingegno di un pool di esperti che sono alla ricerca di una soluzione al crollo del ponte sul fiume Verdura che il 2 febbraio 2013 ha tagliato in due la provincia di Agrigento, interrompendo ogni collegamento tra Ribera e Sciacca sulla strada statale 115. 
Diverse le soluzioni prospettate, ma nessuna che riesca a risolvere nell’immediatezza il problema di collegare nel giro di qualche minuto le due sponde del fiume. 
Per "Homo erectus asta pontex" siamo ancora nella complessa fase della pulizia papiresca e decifrazione.  Secondo uno studioso di ingegneria greca e latina, però, la dea Giumenta si riferirebbe a un fatto ben preciso avvenuto quando fu in esercizio risolto in pochi secondi. Il memorandum della dea ci vorrebbe suggerire di far intervenire il mitico attore italiano Rocco Siffredi.  
La frase, obietta qualcuno, potrebbe essere un falso storico o anche una di quelle panzane fatte circolare a regola d'arte sul web. Ma, a quanto pare, ai tempi dell’antica Akràgas, si sarebbe verificato un evento simile al Verdura. All'epoca della Magnaccia Grecia, sarebbe crollato un ponticello strategico sul fiume Akràgas (da cui il nome della città). Volendoci troppo tempo per ripristinare l'infrastruttura, la dea Giumenta avrebbe fatto intervenire un dei suoi erculei amanti, un certo Porto Palos, per consentire al viril flusso proveniente da ogni parte del mondo di raggiungerla.  
Approfondimenti sono in corso.  
Le gesta della Dea Giumenta sono esaltate in tutta la sua purezza nel libro umoristico di Raimondo Moncada “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas”. 

La foto è tratta dalla pagina ufficiale Facebook di Rocco Siffredi (il mitico attore è a Zelig assieme al comico Rocco Ciarmoli, in arte Rocco il Gigolò).