mercoledì 30 aprile 2014

È scoppiata la guerra delle banane

Ora ti spuntano da ogni dove e con chicchessia. 
Banane ovunque. 
Ti piovono dal cielo. Ti arrivano pure per posta. Vengono stampate e affrancate. 
Le banane piacciono molto e in questi giorni vanno tanto di moda. Tutti con una banana in mano. I vip, soprattutto. 
Il frutto dell'amor è diventato un simbolo ma anche uno status symbol. 
Controllate nelle vostre cassette della posta. C'è chi ha avuto recapitati giornali di supermarket con in prima pagina caschi di banane in grande offerta. 
È scoppiata la guerra delle banane? 

martedì 24 dicembre 2013

La Divina a Radio Tivù Azzurra Palermo

Un’ora di scalzo divertimento prenatalizio con Radio Tivù Azzurra, la grande radio del sud d'Italia, in una Palermo paralizzata dal traffico automobilistico e pedonale (e da strani odori). Un’ora di grande radio tv con la giornalista dj Filippa Dolce, nel suo programma quotidiano “A porte aperte”. Un’ora di vera sicula cultura con l’editore libraio Nicola Macaione di “Spazio Cultura”. A battere il tempo e a contare i minuti con le pagine dei libri, è stato oggi Raimondo Moncada ospite unico e scalzo della rubrica del lunedì di “A porte aperte” denominata “Leggo ergo sum”.
Scalzo per dare profumo a un ambiente super riscaldato. 
Senza scarpe, Raimondo Moncada ha presentato, per radio, tv e schermi di computer e tablet (anche per gli ascoltatori origlianti dietro la porta), il suo romanzo umoristico “Mafia Ridens (ovvero il giorno della cilecca)” pubblicato a novembre da Dario Flaccovio Editore. Ma non solo. C’è stato anche il tempo per parlare della precedente opera umoristica dal titolo “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas”.
Poi tutti a prendere d’assalto le librerie, a comprare i libri da mettere ai piedi dell’albero di Natale e nelle calze senza piedi, ma puzzolenti, della Befana, in una città bloccata, affumata, smoggata, impazzita, ma illuminata a festa con le palle di Natale a intermittenza: ci sono e non ci sono, ci sono e non ci sono... 
La scalza presenza di Raimondo Moncada si è fatta sentire e vedere. Dove è passato lui la folla si è aperta in due. Le persone colte hanno chiesto riparo alle librerie. Le altre si sono messe a riparare le automobili nelle officine di autoriparazioni. 

sabato 2 novembre 2013

Giumenta contro la macchina eunucante

La malefica macchina eunucante. per fortuna non è più in uso a livello culturale. 
L'uso di questo apparecchio di antica memoria venne strenuamente combattuto dalla compianta dea Giumenta già duemila e cinquecento anni fa. La celeberrima divinità fu favorevole all'integrità omana esprimendosi ufficialmente contro gli spezzatini. 
"Non rompiamo, non spezziamo, non tagliamo, non disperdiamo" ripeteva la dea. "Guardiamo alla globalità. Il pezzo senza il tutto non vale niente". 
Mitica! 
Gli eunuchi li considerava uno spreco della natura. 
Per conoscere il suo pensiero, la sua azione, la sua filosofia, la sua profondità,  i premi Sobel consigliano disinteressatamente la lettura del libro "Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas". L'unico libro al mondo a parlare della dea Giumenta. 


giovedì 3 ottobre 2013

Studiò botanica per fare la botanica


Studiò botanica per fare la botanica (dal greco βοτάνη: botane). E' questa una nuova straordinaria rivelazione che viene fuori da ulteriori approfondimenti storici che si stanno ulteriormente approfondendo. 
Ecco una prima storica ricostruzione, da prendere con le pinze e con le panze. 
Quando scoprì la sua natura, la dea Giumenta venne attraversata da una irrefrenabile passione di diventare botanica, una grande botanica, una botanica che facesse parlare il mondo.
Si appassionò alla propria formazione personale con l’autodidattismo.
Anche la mamma fu botanica. Da figlia di botanica, ebbe la strada spianata e la batté. 
La sua attività venne molto apprezzata non solo in Magna Grecia ma anche oltre da altri verso cui fu altruista.
Il Tempio di Giumenta venne frequentato da amici e nemici, indigeni e forestieri, conosciuti e sconosciuti, alieni e alienati.
Il turismo nacque con lei. Nacquero con lei tutte le nuove generazioni. Ad Akràgas, col Putthanone in attività, si registrò il boom demografico. La città scoppiò, raggiungendo dimensioni spaventose.
Come gran botanica gradì tutto ciò che la natura gli presentava, tranne i carduna (variante tutta sicula che sta per cardi).

Per approfondimenti “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas”. 


(Nella prima foto, una figura di una panchina in ceramica situata nella città di Sciacca)

domenica 22 settembre 2013

Pilato, il sapone e la pinza


Ponzio Pilato oltre alle mani si lavò tutto il corpo.
"Ci voglio andare pulito", disse pensando all'appuntamento con il Putthanone d'Akràgas.
Si pulì tutto, dal cuoio capelluto al tallone d'Achille, usando per sapone il delicato detersivo del gommista e per spugna il soffice mantello del porcospino. 

Con la pinza del meccanico si spelò tutto il corpo: "Sono o non sono Pilato".

Solo l'animo gli rimase sporco. 



mercoledì 18 settembre 2013

Tacito, Giumenta e l'amico Salvatore

Tacito la vide all'opera e si Tacitò. "Non c'è che dire", disse. Poi non parlò più. Il celebre oratore divenne muto. Giumenta rese inutile ogni sua parola. La dea capiva al volo i suoi desideri.
Tacito parlava solo per domandare: "Dici a me?".
Lo domandava quando sentiva la dea Giumenta rimproverare  il suo amico Salvatore, detto Totò o semplicemente Tò. Salvatore aveva la lingua lunga e non faceva altro che parlare e parlare. Giumenta, per zittirlo, gli gridava: "Taci Tò!". 

Publio Cornelio Tacito, illustre oratore ma anche grande storico, fece storia. 

domenica 8 settembre 2013